Tasse e imposte sulle eredità in oro, diamanti e contanti.

Tasse e imposte sulle eredità in oro, diamanti e contanti.

Tasse e imposte sulle eredità in oro, diamanti e contanti.
Gli italiani hanno poca fiducia in banche e assicurazioni, e come dargli torto visti i crack degli ultimi decenni nei quali diverse persone si sono rovinate. E nemmeno hanno fiducia nello Stato sempre alla ricerca di risorse per sanare i conti pubblici italiani, in perenne stato di sofferenza.
Soprattutto le generazioni dei nostri nonni e dei nostri genitori hanno una certa propensione alla detenzione di valori fisici e pochissima verso gli investimenti.

Nel doloroso momento della perdita di uno dei nostri cari potremmo ritrovarci eredi di beni fisici custoditi in casseforti domestiche o cassette di sicurezza presso banche.
A quel punto potremmo chiederci come funziona il meccanismo della successione per questi beni. In termini di tasse e imposte sulle eredità che potrebbero essere in oro, diamanti e contanti.

Accade con una certa frequenza di rinvenire denaro contante se non sotto il materasso (caso un po’ romanzesco) all’interno di una cassaforte domestica. Oppure questo denaro accumulato con gli anni potrebbe essere stato trasformato in oro fisico o diamanti con lo scopo di fare un investimento a lungo termine. Oppure per metterlo al riparo dall’occhio del fisco o da eventuali patrimoniali.

Molti professionisti e consulenti non conoscono questo argomento.

Chi segue il mio blog sa che sono contrario alla conservazione dei propri risparmi (mi riferisco ovviamente a ciò che eccede una giusta quota di cash) sottoforma di contanti, che siano sul c/c della banca o in forma fisica. Investire è ua necessità se non vogliamo che il nostro patrimonio venga eroso dall’inflazione, inoltre ci perderemmo sicuramente un buon profitto. Leggi questo articolo se non lo hai ancora fatto.

Ho letto molti articoli e approfondito personalmente questo argomento, e ho notato come ci siano informazioni discordanti e sbagliate sul web.
Spesso i professionisti che potremmo trovarci ad interpellare sono talvolta impreparati e danno informazioni completamente sbagliate, che potrebbero spingerci a spendere molto denaro inutilmente.

Immagino che tu ne abbia già sentito parlare, ma per completezza lasciami ricordare che l’atto designato al trasferimento dei beni (come anche crediti e debiti) tra il defunto (de cuius) e gli eredi è la dichiarazione di successione. Non sempre questa va fatta, dipende dall’entità e dalla tipologia dei beni. E’ un tema abbastanza articolato sul quale non entrerò in questo articolo, dato che nel web ci sono già risorse molto complete che descrivono le circostanze più standard.

I beni rivenuti nelle casseforti si possono indicare in successione.

Parliamo quindi del tema specifico trattato d questo articolo.
Devi innanzitutto sapere che c’è la possibilità di dichiarare nella successione i beni fisici che nell’ipotesi di cui sopra potresti aver trovato nella cassaforte domestica del nonno. C’è un apposito riquadro e degli appositi codici che individuano questo tipo di beni.
Mi è capitato di sentir erroneamente affermare a consulenti e professionisti che si occupano di queste cose da anni, che non è tecnicamente possibile menzionare tali beni all’interno della dichiarazione di successione; questo non è vero.

Tra l’altro devi sapere che il Fisco italiano, che tu li abbia esplicitati o meno nella dichiarazione di successione, presume che esista comunque una quota parte di beni nell’asse ereditario formati da denaro contante o altro; tant’è che considera che questi siano il 10% del totale. Questo significa che gli eredi, che li indichino in successione o meno, pagheranno comunque le imposte (non sempre dovute, dipende dalla tipologia di eredi e dalla dimensione dell’asse ereditario) su questo 10%.

Gli eredi rischiano qualcosa?

Nel momento in cui tu e gli altri eredi doveste rinvenire questo tesoretto dell’ipotetico nonno scomparso, potreste avere il sospetto che questo rappresenti un “nero” accantonato nel corso degli anni ed esserne in qualche modo intimoriti. Permettimi di dirti che mentre ciò che ha fatto il povero nonno defunto non è una responsabilità tua ne degli altri eredi, lo sarà invece ciò che farai dal momento della successione in poi.

Tasse e imposte sulle eredità in oro, diamanti e contanti.
Se la tua idea è, per timore di dichiarare al fisco questo lascito, quella di trasferirlo in un’altra cassaforte e di mantenerlo nell’oscurità, ti invito a valutare bene la tua intenzione. Infatti i nuovi regolamenti limitano fortemente l’utilizzo del denaro contante, quindi potresti avere molte difficoltà nell’utilizzare questi contanti senza finire nell’occhio del fisco. Per quanto riguarda l’oro e i diamanti, che questi siano da investimento o sotto forma di gioielli, prima o poi potresti trovarti nella necessità (oppure avere semplicemente l’interesse) di venderli. A quel unto il banco metalli a quale ti rivolgerai avrà l’obbligo di liquidarti il controvalore sotto forma di pagamento tracciabile.

L’imposta sostitutiva sul capital gain.

Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è che i beni da investimento, come l’oro puro e i diamanti, sono soggetti all’imposta sostitutiva sul capital gain. Il gain di un’operazione finanziaria di compra -vendita è rappresentata dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita. Qualora tu vendessi il tuo oro da investimento ricevuto dal nonno come da esempio, in sede dichiarazione dei redditi dovrai calcolare tale capital gain e pagarci il 26% di imposta sostitutiva.

Il problema nasce nel momento in cui di tale oro, non essendo un’operazione fatta da te ma dal nonno, tu non dovessi avere alcun documento attestante il prezzo di acquisto. Il Fisco contempla anche questa possibilità. Obbligandoti nel caso a considerare un capital gain del 25% sul quale quindi dovrai pagare il 26% di imposta sostitutiva.

Dichiarando invece questo bene nella successione, la normativa prevede che tu vada ad indicare il valore mi mercato di detto bene al momento dell’apertura della pratica di successione. Potrai usare in questo caso questo valore come prezzo di acquisto ai fini fiscali al momento della rivendita (art. 68 c.6 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917).

L’inventario notarile.

Infine mi è capitato di sentir dire da alcuni professionisti del settore, che per indicare tale tipologia di beni nella dichiarazione di successione, è obbligatorio allegare un inventario notarile. Non è vero. L’inventario notarile è un passaggio utile in caso di controversie tra gli eredi. Oppure quando gli eredi dovessero avere interesse a dimostrare inequivocabilmente che il valore di questi beni fisici (denaro, gioielli, etc) che il fisco suppone essere pari al 10% del totale dell’asse ereditario.

Prova a immaginare il caso in cui un ipotetico erede dovesse trovarsi a ereditare beni per un milione di Euro. Il fisco considererà che oltre a questo milione di Euro di beni certificati (immobili, c/c, azioni..) vi sarà un altro 10% pari a cento mila Euro in contanti o altre beni fisici rinvenuti. Su tale importante cifra l’erede dovrà in ogni caso pagare l’imposta, anche se ne avrà rinvenuti di meno o nulla. A quel unto l’inventario notarile sarà utile per quantificare l’esatto ammontare di questi beni e pagare l’imposta unicamente sulla reale quantità.

Limite all’uso dei contanti e versamenti sul c/c.

Un altro argomento di interesse in questo frangente è il come gestire il versamento di una somma di denaro contante che eccede il limite di 1000€.
A questo proposito devi sapere che il limite per l’utilizzo di denaro contante non riguarda i versamenti sul tuo c/c, ma il limite per i pagamenti. Se ti recherai in banca con il denaro contanti e vorrai versarlo nel tuo c/c non ti sentirai dire di no o fare storie, anzi ti stenderanno un tappeto rosso. Tuttavia le Banche sono tenute a segnalare al Fisco movimenti che dovessero ritenere sospetti. Allo scopo potrai portare con te una copia della dichiarazione di successione per mostrare al tuo interlocutore in banca la provenienza di tale denaro, in modo da evitare una eventuale segnalazione come movimento sospetto.

Spero di averti dato alcune utili indicazioni, che ti permetteranno di porre le giuste domande ai tuoi consulenti (Notaio, Commercialista etc) e di poter valutare così il loro grado di preparazione sull’argomento.

Se hai domande puoi scriverle qui nei commenti oppure contattarmi. Prenota subito una coach personalizzata per analizzare insieme i tuoi obiettivi e capire come raggiungerli!

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Una volta raggiunta la tranquillità che ho rincorso per tutta la vita, con un buon stipendio e un ruolo da middle manager mi sono accorto che non sopportavo più di passare la maggior parte del mio tempo a fare un lavoro che non mi piaceva. Ho quindi deciso di diventare un investitore e mi sono posto l'obiettivo del pensionamento anticipato. Seguimi se vuoi condividere il mio percorso.

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