Pandemia coronavirus e sell-off

Pandemia coronavirus e sell-off

Marzo è stato davvero un mese incredibile. Mai mi sarei aspettato che l’epidemia nata o quantomeno iniziata in Cina a Gennaio potesse assumere una dimensione di questo tipo. Ad oggi ci troviamo in una situazione drammatica, e non sto a riportare i numeri drammatici di questa emergenza sanitaria visto che tutti li abbiamo molto presenti, i media non parlano d’altro. Dal punto di vista dei mercati la pandemia da coronavirus ha causato un violento sell-off in tutti i mercati.

La tempesta perfetta

Da punto di vista finanziario si è creata una tempesta perfetta, alimentata da diversi fattori che si sono uniti, con un effetto devastante.
Intanto la pandemia, oltre al numero elevato di vittime, ha di fatto costretto ad una fermata generale di tutta l’economia mondiale. Gli stati uniti credo siano solo all’inizio di questo triste fenomeno. Il sistema sanitario statunitense non sarà in grado di reggere a quelli che saranno i numeri enormi del contagio in quelle aree. Dopo dieci anni di mercato bullish tutti gli esperti ipotizzavano che prima o poi ci sarebbe stata una correzione. Da tempo di parlava di alcuni segnali che presagivano un’imminente cambio di rotta, cito ad esempio l’inversione nella curva dei rendimenti, l’alto livello di indebitamento e il ricorso alla liquidità da parte dei grandi investitori.

In un momento in cui molti stavano col dito appoggiato al tasto sell, è arrivata più di una buona ragione per portarsi a casa i profitti di dieci anni di mercato costantemente in crescita, a parte poche timide correzioni. Coloro che ci sono riusciti sono quelli che hanno deciso di vendere i primissimi giorni. Gli altri hanno inevitabilmente chiuso in perdita.
In generale la pandemia da coronavirus ha causato un sell-off su tutti i listini.
Se ti interessa visionare l’andamento dei miei portafogli li trovi qui.

Il petrolio

Come se non bastasse ci si è messo anche il petrolio, inizialmente penalizzato da prospettive di recessione proprio causate dall’epidemia. La cosa più sensata sarebbe stata una diminuzione della produzione. Ma ecco che la Russia ha pensato bene di cogliere l’occasione per penalizzare gli USA, dove i costi di produzione sono più elevati. In buona sostanza con i prezzi inferiori ai 40$ la Russia poteva comunque guadagnare visti i costi di produzione inferiori, mettendo invece in crisi i produttori USA. Tant’è che la Russia ha negato la proposta dei Sauditi di abbassare il livello della produzione. E e questo ha fatto crollare ulteriormente il prezzo del petrolio. Non contenti i Sauditi per punire i russi hanno pensato addirittura di aumentare i livelli di produzione creando un ulteriore crollo dei prezzi del greggio che attualmente di trovano nella fascia tra i 20 e i 25$.

Insomma in questo periodo si è venduto tutto quello che si poteva vendere. Compreso l’oro, bene rifugio per eccellenza, che ha visto saltare le correlazioni tipiche di questa commodity, tipicamente inversamente correlata all’andamento dei mercati azionari. Infatti il brusco sell off ha visto attivarsi i margin call da parte dei brokers e gli investitori hanno iniziato a vendere anche i beni rifugio pur di racimolare la liquidità necessaria per coprire le posizioni in perdita e non vedersele liquidare in pensante loss.

P2P lending – ci risiamo

Per chi investe nel p2p lending il 2020 è iniziato con la scoperta delle truffe perpetrate da Envestio e Kuetzal. E notizia degli ultimi giorni, anche Grupeer è sotto la lente dei numerosi investitori che temono un qualcosa di simile.
Insomma questo 2020 è iniziato davvero male.

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admin

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Una volta raggiunta la tranquillità che ho rincorso per tutta la vita, con un buon stipendio e un ruolo da middle manager mi sono accorto che non sopportavo più di passare la maggior parte del mio tempo a fare un lavoro che non mi piaceva. Ho quindi deciso di diventare un investitore e mi sono posto l'obiettivo del pensionamento anticipato. Seguimi se vuoi condividere il mio percorso.

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